Cari mamma e papà, volendo essere positivi sembrerebbe che la luce in fondo al tunnel si stia avvicinando sempre di più. Esattamente, perché se durante la Fase 1 eravate diventati dipendenti dallo shopping compulsivo di pacchi di farina che manco una panetteria, nella Fase 2 è possibile riprendere a vivere quella che era la quotidianità, ovviamente con le dovute precauzioni (Leggi anche Come lavarsi le mani correttamente in 13 mosse!). Una tra tutte?

L’importanza delle mascherine per bambini

Dal 4 maggio, la mascherina facciale è diventata obbligatoria anche per i bambini al di sopra dei 6 anni che escono di casa. L’ultima disposizione del Dpcm del 26 aprile permette anche ai più piccoli di poter uscire e prevede l’obbligo della mascherina solo per i bambini a partire dai 6 anni, ma la Società Italiana di Pediatria (SIP) consiglia l’utilizzo della mascherina a partire dai 3 anni, in quanto la diffusione del Coronavirus avviene attraverso:

  • contatto diretto con una persona malata, attraverso, cioè le goccioline che produciamo quando parliamo, starnutiamo o tossiamo;
  • contatto indiretto, toccando una superficie su cui è presente il virus e poi portarsi le mani alla faccia, contaminando così mani e bocca.

Ed ecco perché è fondamentale l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) per aiutare a limitare la diffusione Coronavirus e quindi a difendersi dal contagio, anche in condizioni di salute normali.

Seppure in questo periodo in cui la cronaca ci ha tenuto informati H24 sugli andamenti dell’emergenza sanitaria coi dati espressi dall’OMS, abbiamo potuto constatare che questo tipo di virus non si è rivelato essere altrettanto aggressivo sui nostri piccoli, fatta eccezione per alcuni casi. È doveroso segnalare che i bambini sono piccole incubatrici di infezioni, basti pensare con quale facilità una semplice influenza presa all’asilo metta a letto tutti. Questo è l’ennesimo motivo per cui si afferma l’importanza delle mascherine per bambini. (Può esserti utile anche Come indossare la mascherina facciale?)

Il tema delle mascherine chirurgiche per bambini è stato dibattuto a lungo dai vertici della pediatria mondiale e la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS) sposa le raccomandazioni esposte dall’Accademia Americana di Pediatria (APP), come ha riportato Margherita Caroli, pediatra SIPPS:

Quando e dove i bambini dovrebbero indossare la mascherina?

“Tutti i bambini dovrebbero indossare la mascherina in ogni situazione in cui si possano trovare a meno di un metro di distanza da altri bambini o adulti, escluso l’ambiente famigliare dove il bambino vive, se non vi sono parenti conviventi affetti dal virus stesso. Se il bambino passeggia o va in bicicletta o gioca all’aperto da solo o con un adulto convivente e non c’è il rischio di incontrare a distanza ravvicinata altre persone non è necessario indossare la mascherina. Invece, la mascherina diventa necessaria se si va al supermercato o si usano mezzi pubblici, dove le distanze adeguate possono non essere osservate, in qualunque luogo dove si debba aspettare insieme ad altri ed in tutti i luoghi chiusi dove le distanze non possono essere mantenute”.

Quale mascherina dovrebbero indossare i bambini?

“In linea generale le cosiddette mascherine chirurgiche, dato lo stile di vita e la ridotta sensibilità all’infezione dei bambini, sono più che sufficienti come forma di protezione, ma per i bambini affetti da malattie croniche sia consigliabile l’utilizzo delle FFP2 per una protezione ottimale. Perché le mascherine possano realmente essere efficaci devono essere molto aderenti al volto e quindi devono seguire la linea del naso aggiustando la piccola barretta di metallo al proprio viso e le estremità devono aderire al volto, tirando consistentemente gli elastici laterali posti dietro le orecchie. Per i bambini questa aderenza può essere non ottenibile a causa delle dimensioni delle mascherine stesse pensate per gli adulti (10cm x 20cm circa). In considerazione dell’obbligo di indossare la mascherina per i bambini di età superiore ai 6 anni nei luoghi pubblici, e quindi le scuole, è nostra opinione che questo problema debba essere sollevato a livello produttivo, soprattutto quando a settembre riapriranno le scuole ed è prevista un eventuale onda di ritorno dell’infezione, altrimenti i bambini saranno costretti ad indossare uno strumento che non darà loro la protezione prevista. L’assenza dell’obbligo delle mascherine per i bambini di età inferiore ai 6 anni, prevista dall’attuale normativa, non vuol dire che questi debbano essere lasciati in libertà, anche perché è un’età in cui la socialità avviene regolarmente con la frequenza alla scuola materna, ma che debbano essere applicate determinate azioni per favorire l’aderenza alle disposizioni di sicurezza. L’AAP raccomanda, infatti, le mascherine per i bambini di età superiore ai 2 anni. Sarebbe auspicabile la creazione quindi di mascherine specifiche per misure, ma anche per tipologia generale, adeguando i colori ed i disegni all’età in oggetto”.

Perché l’AAP parla di bambini di età superiore ai 2 anni?

“I bambini di età inferiore ai 2 anni non dovrebbero indossare mascherine che coprano naso e bocca per il maggior rischio di soffocamento. Se si è costretti a portare fuori i bambini di questa età è preferibile e sufficiente schermare il carrozzino con una copertura di plastica trasparente in modo da permettere al bambino di respirare normalmente e di essere comunque protetto e controllato”.

Come vincere la paura della mascherina nei bambini?

“Come in tutti i processi educativi i genitori devono fare da modelli ed indossare la mascherina per primi, giocando con il bambino con modalità adeguate all’età. Altre azioni per migliorare l’accettazione possono essere, secondo l’età del bambino, far indossare la mascherina al suo peluche preferito, decorare la mascherina con dei disegni, ecc. In ogni caso far indossare la mascherina per la prima volta in casa in modo che il bambino vi si abitui e non abbia reazioni difficili fuori casa. Cogliere l’occasione per insegnare i principi della vita di batteri e virus, mantenendo un atteggiamento positivo per non impaurire soprattutto i più piccoli”.